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L’ 11 luglio a Rimini nel suggestivo Castello di Sismondo Malatesta si terrà il primo BarCamp italiano dedicato al libro, organizzato da Mario Guaraldi, Antonio Tombolini e Marco Barulli. Ma procediamo con ordine. Innanzitutto: cos’è un BarCamp? E’ una non-conferenza che nasce dalla volontà delle persone di aggregare, condividere e, dunque, arricchire il proprio sapere riguardo a un determinato argomento. L’ evento è caratterizzato dalla mancanza di una scaletta prefissata e dall’assenza dell’usuale dualismo spettatore / relatori: non c’è un pubblico passivo, ma solo partecipanti interattivi. L’ incontro di Rimini è stato pensato in una serie di gruppi di lavoro non strutturati, in cui, però, rientreranno alcune fra le maggiori figure del panorama editoriale italiano. Il tema su cui si incentrerà la discussione è il processo di trasformazione che l’editoria italiana ha attraversato, o dovuto attraversare, “nell’ era della riproducibilità digitale”. Cosa cambierà nella filiera produttiva e distributiva del libro nel nuovo scenario dell’ editoria digitale e del commercio elettronico on-line? Questa è la domanda fondamentale da cui prenderà spunto tutto il dibattito, ponendo l’ attenzione soprattutto al problema dell’ “immaturità” del mercato italiano verso le nuove tecnologie. In Italia non si fa una ricerca pervasiva e anche gli assetti aziendali delle case editrici non fanno altro che avvallare questa divisione tra l’ editoria classica e quella nuova, quasi fosse un “adattamento” che ancora non ha trovato la sua fluida strutturazione ad una situazione che volente o non nolente si è imposta. Da una parte ci sono gli informatici e i programmatori puri, dall’ altra i redattori tradizionali, mentre è di vitale importanza che ogni figura aziendale sia in grado di integrare sapere e tecnologie al fine di operare in tutte le fasi di costruzione del prodotto finale. Solo in questo modo la nuova editoria potrà abbandonare la sua nicchia per occupare una solida posizione nel mercato italiano. Si toccherà poi il problema della resistenza culturale da parte degli stampatori e degli editori italiani alla cosiddetta print on demand e alla difficoltà di diffusione dell’ e-book, per arrivare alle conseguenze che i meccanismi di controllo sui sistemi digitali (i DRM acronimo per alcuni di Digital Rights Management, ma per i più di Digital Restrictions Management) hanno sulla proprietà materiale del contenuto (il libro elettronico proposto dai più importanti fornitori che hanno inventato l’ Ipod del libro, Amazon e Sony, non si acquista, ma si paga la licenza per l’utilizzo). Di estremo interesse sarà anche la sezione coordinata da Antonio Tombolini sulle recentissime disposizioni della legge finanziaria sulla possibilità di fruire dei libri scolastici nelle due versioni, cartacea o digitale. Dietro all’ apparente segnale di innovazione ed apertura del governo italiano, verranno svelati i retroscena che non fanno altro che confermare la concentrazione delle quote di mercato dei soliti quattro grandi gruppi editoriali. Il BookCamp di Rimini si profila, dunque, come un evento intenso che fa sua la nozione di “intelligenza collettiva”, ricalcando anche nei modi di sviluppo della discussione la trasformazione del nostro rapporto con la conoscenza, divenuto aperto, cooperativo e continuamente in fieri. Per iscrizioni e consultazione del programma: http://barcamp.org/BookCamp
Valentina Ceccarelli